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Tanzio_da_Varallo,_Davide_e_Golia,_ca._1625_(Museo_civico,_Varallo)

COME DAVIDE E GOLIA. MA LA FIONDA DEI CATALANI NON DISTURBA SOLO IL GOVERNO DI MADRID.

Ci mancava solo il Fondo Monetario Internazionale ad esprimere il suo disprezzo per gli indipendentisti catalani.

Ora l’equazione e’ completa: (Commissione UE + FMI + BCE) x (governi UE eurofili – governi UE euroscettici – Russia)/ fratto Papa Bergoglio = BOTTE DA ORBI AI POPOLI CHE RECLAMANO PIU’ LIBERTA’ E GIUSTIZIA IN CASA LORO.

O, semplificando i termini dell’equazione: Nuovo Ordine Mondiale versus NUOVISSIMO Mondo Multipolare.

Riviviamo in sostanza il paradigma medievale dei Due Soli quando Sacro Romano Impero e Teocrazia governavano il Mondo conosciuto di allora e chiunque si ribellasse veniva ferocemente represso. Alla fine pero’ la spuntarono proprio i LIBERI COMUNI e nacque un Rinascimento che poi ci avrebbe dato secoli di prosperità, civiltà, arte, cultura e sicuramente, tramite la riscoperta dei classici, il rifiorire di quei germogli di laicismo e democrazia che sarebbero poi maturati, fra corsi e ricorsi, paci e guerre, in tante Nazioni di oggi.

Sono proprio episodi come la dura repressione del diritto all’autodeterminazione dei Catalani, già anticipati dal dissenso verso l’indipendenza della Scozia (ricordate l’entrata a gamba tesa di Obama, Barroso e Lagarde a pochi giorni dal referendum?) e ora subito seguiti da dichiarazioni contro i referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto (peraltro costituzionali e legittimi) che ci consentono di vedere bene dietro la maschera delle elites finanziarie e bancarie che tacciano di “populismo” chiunque non obbedisca ai loro diktat.

E’ il volto truce e grifagno di chi non vuole mollare gli artigli dei poteri centrali che ne hanno consolidato i suoi privilegi nel tempo. Di chi detiene ancora la guida della “macchina del vapore” e non ha nessuna intenzione di lasciarla.
Si tratta in sostanza di totalitarismo economico, spero l’ultima (triste) coda del ‘900, il secolo dei totalitarismi ideologici e militari per eccellenza (come nel medioevo erano stati tutto sommato la Chiesa e i grandi Imperi).

Un totalitarismo che e’ pronto ad accettare compromessi con qualsiasi forma di teocrazia, Islam incluso, purché lo aiuti a debellare ogni forma di ribellione democratica dal basso. Come fare a mettere assieme la “teoria gender” con il Corano e’ infatti un mistero per tutti ma sappiamo che anche nel medioevo l’Impero talora proteggeva forme di eresia spiccata pur di minare il potere della Chiesa e che questa stessa spesso si alleava con monarchie feroci pur d’indebolire la potenza del Sacro Romano Impero. Era solo un gioco di specchi. Poco contava il contenuto delle idee e dei principi, anche dei più opposti tra di loro. L’unica cosa importante era MANTENERE il potere. Quando andava bene bastava la dottrina (oggi= media), quando andava male occorreva il PUGNO DI FERRO.

Un totalitarismo nuovo che ha scoperto come sia facile soggiogare intere comunità distruggendo le loro radici identitarie, culturali, etiche e religiose in virtù di un pari diritto al consumo, di un unico mercato, dove tutti siano solo e soltanto consumatori delle stesse cose. Ovviamente, delle cose che solo “loro” vendono. Meglio se prodotti di poche multinazionali che hanno tentacoli in ogni angolo del pianeta.
Squali che giorno dopo giorno si mangiano tutti i pesciolini che li circondano, in nome di un “mercato libero” che in realtà libero non e’ mai stato perché le regole le han dettate sempre loro. Nuovi tiranni… senza anima, senza identità, senza radici che hanno imposto etiche e mantra comuni per tutti per evitare che chiunque alzasse la testa e si ribellasse contro i loro esclusivi interessi.

Ma anche queste elites oggi stentano a durare. E cominciano a tremare. Le loro foglie non sono più verdi, la loro linfa viene meno.

E’ l’eterna lotta tra Davide e Golia. Pero’ sappiamo che alla fine sono proprio i piccoli che cambiano le cose. Forse sono più simpatici a Dio (per chi crede), forse e’ la naturale tendenza dell’evoluzione della specie che seleziona di volta in volta specie più adatte a sopravvivere alla diversificazione degli stimoli ambientali (“panta rei”, tutto scorre e cambia di continuo, diceva il filosofo Eraclito di Efeso).

E occhio che Davide e Golia, nell’esegesi biblica, non rappresentano solo due persone, due individui. Uno esprime l’anima di Israele, l’altro quella del mondo pagano. Sono l’anima di un Popolo nuovo, amato e protetto dal nuovo Dio Unico, e quella di un Popolo obsoleto (i Filistei), che Dio ha scartato e condannato al declino. La metafora e’ crudele ma efficace, anche per chi non e’ credente, nel far capire che Dio (per chi crede) o la Natura (per chi non crede) non tollera che qualcuno o qualcosa di questo mondo, rimanga per sempre al suo posto. Panta rei. Tutto cambia.

Non esiste Impero che prima o poi non vacilli e non si sgretoli. Non esiste Titano che prima o poi non sia risucchiato dagli Inferi.
E come accadde con l’affermarsi dei Comuni a partire dagli inizi del secondo millennio, così oggi sembra accadere con nuove spinte verso l’autodeterminazione delle comunità locali, e non solo per questioni identitarie storico-culturali ma anche di nuove specificità economiche e sociali.

Si sa. Al “Demonio” piace rimanere attaccato a questo Mondo e vi riesce spesso con astuzia formidabile, giocando sugli egoismi e i narcisismi individuali, e così dividendo tutti e mettendo tutti contro tutti. Ma c’e’ sempre qualcuno che gli si oppone. Pero’ la’ dove gli individui spesso falliscono, perché troppo deboli da soli, c’e’ sempre uno Spirito di Comunità che alla fine porta riequilibrio nelle cose.
E’ forse il senso dell’antica fiaba veneta di Sanguanel. Alla fine il bimbo ingenuo e capriccioso sequestrato ai suoi genitori dall’astuto Sanguanel (il diavolo) viene salvato non da un singolo eroe (un leader) e neanche dalle autorità (lo Stato) ma dal villaggio che si riunisce e lo cerca di notte, armato di torce e bastoni, finche’ lo trova e lo libera.

E’ lo Spirito della Comunità che fa il potere di una Nazione, cioe’ di un Popolo, non dei singoli e tanto meno di “leggi” e “costituzioni” (Antico Testamento e Corano inclusi, con tutto il mio massimo rispetto).

La fionda di Davide rappresenta proprio questo. E’ ancora un ragazzo troppo giovane per partecipare alla guerra con i potentissimi Filistei. I suoi fratelli, guerrieri più vecchi ed esperti di lui, lo avevano chiamato solo perche’ si occupasse dei rifornimenti. Era solo un pastorello, insomma. Non volevano neanche che ci provasse a combattere. Tantomeno a sfidare il campione più forte dei loro nemici: Golia.

Ma lui accetta la sfida, in barba a tutti.

“Davide sapeva che Dio lo avrebbe aiutato. Prese cinque pietre, prese la sua fionda e andò a combattere contro Golia (dal Libro Primo di Samuele 17:26–37).
Non e’ solo Davide, in realtà, che vince contro forze apparentemente impossibili da debellare.

E’ la forza del Popolo che lui rappresenta in quel momento, e’ la forza dell’intera comunità di Israele. E’ L’IDENTITA’ di quella precisa comunità, che Dio ha scelto PROPRIO per portare a termine il Suo disegno. Per questo vince, la’ dove i veri leader, le vere autorità, tutti i sacerdoti del suo Popolo stavano clamorosamente fallendo.

Davide e’ il POPOLO, in quel momento. E’ la forza dello Spirito di Comunita’ che gli fa tendere quell’esile fionda e far partire il proiettile che ucciderà il Gigante, fino ad allora creduto invincibile.

Povera Christine Lagarde con il suo fantomatico FMI. E chi come essa non ha ancora capito queste cose.

Panta rei. Tutto passa. E c’e’ sempre un Davide che cambia la storia di tutti i Popoli, non solo del suo. Così come c’e’ sempre una Comunità che cambia la storia di tutte le altre, non solo della sua.

Che sia per mano di Dio o della Natura, questo lo lascio alla vostra libertà di pensiero. La Storia e’ anche Mistero. Per questo non finisce mai di sorprenderci.

Giovanni Dalla-Valle
Director VA Foundation
Londra 7 ottobre 2017