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Abkhazia terra d’investimenti!

Di Alessio Zillio, Consulente Diplomatico Veneto per la Repubblica di Abkhazia. Spesso un imprenditore interessato all’estero si trova a vagliare diverse possibilità di investimento prima di focalizzarsi sul giusto paese in cui conviene creare il proprio business e impegnare le proprie forze. Ma al giorno d’oggi molto passa inosserato per la disinformazione e nel mappamondo molte aree interessati dal punto di vista economico vengono tralasciate o snobbate, per paura o ignoranza. Ma il sogno di chi fa impresa all’estero rimane sempre quello di un territorio vergine, dove arrivare per primo e creare (in sicurezza) dal nulla.

La Repubblica di Abkhazia è una di queste mete sconosciute, uno Stato che a livello internazionale è tanto strategico per lo status quo geopolitico dell’area caucasica quanto poco conosciuto alla maggior parte della gente. Inclusi gli imprenditori. Esatto, perché il piccolo paese transcaucasico dal 1991 ad oggi rimane uno dei pochi paesi al mondo dove l’investimento straniero è arrivato in maniera sparuta.

1.1.Carta geopolitica della Repubblica di Abkhazia e stati confinanti

1.1. Carta geopolitica della Repubblica di Abkhazia e stati confinanti

Il motivo è presto detto. La Repubblica abkhaza infatti è uno Stato con un limitato riconoscimento internazionale avvenuto tra l’altro in tempi recenti, ovvero nel 2006 da parte di Venezuela, Nicaragua, Tuvalu, Nauru, Vanuatu e Russia, quest’ultima suo unico vero partner commerciale.

1.2 The Abkhazian Parliament to Sukhum

1.2 The Abkhazian Parliament to Sukhum

Fino al 2006 dunque, l’Abkhazia si presentava come una nazione forzatamente autosufficente, trovando in pochi attori commerciali esteri, quali i turchi, la possibilità di avere un’economia di export, basata sull’estrazione del carbone nel distretto montano di Tkvarchel. Da allora le politiche nazionali si sono volte al perseguimento di una sempre maggiore tutela ambientale, vero tesoro di questo paese, che attualmente trova nel turismo, sia estivo che invernale la sua vera vocazione. Ad oggi però gli imprenditori stranieri che hanno iniziato un processo di vera e propria ricostruzione economica nazionale sono quasi esclusivamente russi, con rari esempi di altre nazionalità. Gli investimenti da compiere sarebbero migliaia, ad iniziare da quelli delle infrastrutture, non bisogna dimenticare infatti che questa Repubblica nei primi anni ’90 combatté per ottenere la propria indipendenza, e a guerra terminata i danni maggiori furono proprio quelli infrastrutturali, a partire dalla sede storica del parlamento abkhazo.

Questo edificio è situato nel cuore della capitale, Sukhum, che nel 1992 divenne l’ultimo teatro della guerra di liberazione. A tutt’oggi due quinti della città sono ancora costituiti da palazzi e abitazioni pericolanti, alcuni di essi sono edifici storici di epoca sovietica, come il magnifico Hotel Abkhazia. La situazione generale della capitale rimane comunque di vivacità culturale (a Sukhum è presente l’unica Università abkhaza, anch’essa bisognosa di importanti restauri) ed economica, che però ha come cornice una città che ricorda ancora la guerra del 1991/92. L’attuale stato della capitale è in parte dovuto al fulmineo sviluppo della parte settentrionale della nazione, confinante con la Russia (la città di Sochi dista dal confine solo 4 km). Questa zona ebbe in passato la fortuna di non essere toccata dalla guerra, e godeva dunque di edifici funzionanti e atti ad ospitare, al momento del riconoscimento reciproco tra i due paesi, i migliaia di vacanzieri russi. Il piano di “recupero” di Sukhum però dovrebbe, se non annebbiare, ridimensionare l’importanza delle città di confine. I progetti vagliati dal Governo infatti indicano come fondamentali opere la nuova messa in funzione dell’aeroporto, distante pochi km dalla capitale, situato precisamente nell’adiacente provincia di Gulripsh, la ristrutturazione e l’implementazione della rete ferroviaria, che idealmente da Mosca dovrebbe arrivare fino all’Armenia, attraversando completamente l’Abkhazia, e in ultimo la creazione di un porto commerciale che attragga la massima capacità di merci, al pari di Sochi e Sebastopoli. Imprenditori russi si sono già fatti avanti, ma l’amministrazione abkhaza guarda con un un occhio di riguardo agli europei che concretamente vogliano far parte della ricostruzione della loro capitale. Alle infrastrutture prettamente economiche si affiancano poi tutti quegli interventi necessari per il buon funzionamento di una città che, secondo le previsioni, entro dieci anni ospiterà un flusso annuo di oltre 300,000 visitatori. Ciò comporta la costruzione di un efficiente rete ospedaliera, non solo locale ma nazionale e almeno nelle maggiori città (che sono nove), ciò aprirebbe un mercato anche ai settori farmaceutici e a coloro che realizzano macchine ad uso medico.

Il settore edilizio sarebbe dunque la base principale per cominciare una serie di riqualificazioni di tutte le aree a sud della capitale insieme a quello dei trasporti e allo sviluppo delle attività turistiche. Riguardo queste ultime è importante sapere che l’Abkhazia, affacciandosi sul Mar Nero gode di un periodo estivo molto lungo, che va da fine maggio ad inizio ottobre, con temperature medie di 24gradi. Solo la parte settentrionale ha avuto uno sviluppo turistico importante, avendo a disposizione infrastrutture adeguate, seppur obsolete, e non essendo stata toccata dalla guerra. La parte interna montana e quella meridionale invece hanno goduto di prosperità turistica solo in epoca sovietica.

Per le province meridionali si presenta uno scenario simile a quello riscontrato presso la capitale e dintorni, dunque grandi potenzialità ancora poco o nulla sfruttate, ciò ha dato a queste zone un’impronta prettamente agricola, vitivinicola e incentrata sull’allevamento dei tipici bovini abkhazi, di taglia ridotta, e che non è inusuale vedere a zonzo per i centri abitati.

I distretti di Gulripsh e Ochamchira inoltre godevano in passato dei benefici del turismo termale, che oggi si vanno riscoprendo con l’inizio del restauro di diversi ex sanatori sovietici. Il business attorno ai centri del benessere e alle spa avrebbe però bisogno di maggiori investitori, incentrati oltre che sul turismo anche sulla depurazione delle acque, sia ad uso sanitario che di ripristino delle strutture atte a fornire acqua potabile. Il territorio abkhazo è solcato in lungo e in largo da migliaia di torrenti che dal grande caucaso giungono a valle, e che in epoca sovietica costituivano la maggior risorsa per produrre energia idroelettrica.

Con l’avvento dell’indipendenza molte centrali per la produzione energetica sono state abbandonate ed avrebbero bisogno di sostanziali ammodernamenti, soprattutto con la crescita della popolazione sia locale che turistica che necessita di sempre maggiore energia. Passando all’Abkhazia interna si riscontra la penuria di tratti stradali adeguati a collegare i villaggi montani con i centri sul Mar Nero; lo sviluppo parallelo di strade sarebbe strategico per creare un flusso costante di turisti amanti della natura montana sia in periodo estivo che invernale.

1.3 Panorama dalle montagne abkhaze

1.3 Panorama dalle montagne abkhaze

Attualmente infatti le strutture turistiche sono praticamente inesistenti, l’unica degna di riguardo è situata presso il lago Ritsa, dove si alterna all’escursionismo estivo di media entità un breve periodo vacanziero invernale. In realtà l’Abkhazia potrebbe attrarre molti più turisti anche in periodi invernali se vi fossero strutture alberghiere e sciistiche al avanguardia. In particolare alcuni progetti privati individuano nella passata cooperazione tra la provincia autonoma di Trento e la Repubblica autonoma di Adighezia per la creazione di impianti sciistici un ottimo punto di partenza da imitare.

L’Abkhazia in ultima analisi rimane un paese dove più che mai si dà credito ai giovani e al loro futuro. Importanti cooperazioni tra comuni della penisola italiana e comuni abkhazi sono volti ad assicurare una maggiore mobilità per i giovani. Per favorire questi intenti il Governo abkhazo punta ad un fitto sviluppo di edifici scolastici per migliorare l’istruzione e reintrodurre l’abkhazo come unica lingua ufficiale di primaria importanza (ad oggi il russo è ancora la lingua più parlata), necessitando dunque di una rete informativa, di servizi informatici, pubblicitari e di produzione libraria che deve nuovamente partire dai giovani e per i giovani. Le modalità per investire in questo paese sono più che mai favorevoli all’imprenditore estero, e i campi in cui investire sono molti. Ad oggi l’Abkhazia ha stipulato un piano che permette importanti agevolazioni per chi abbia anche imprese in territorio russo e voglia delocalizzare, infatti le frontiere doganali tra i due paesi sono recentemente state abbattute, permettendo un libero scambio impensabile fino a qualche anno fa. L’Abkhazia costituisce un paese vicino e bellissimo, e per molti versi ancora incontaminato in cui poter creare rapporti economici sicuri e convenienti.

allessilio-zillio Alessio Zillio, Imprenditore, Consulente Diplomatico Veneto per la Repubblica di Abkhazia