Category: America del Nord

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Rapporto da Cuba

Situazione della Repubblica Cubana ad inizio 2015.

 

Nell’ultimo periodo si sono intensificati gli scambi diplomatici tra gli USA e Cuba. Il miglioramento delle relazioni è stato favorito da pressioni provenienti dal mondo ebraico e da quello cattolico. Il Vaticano ha avuto una grande ascendenza sul governo cubano a partire dal viaggio a Cuba di Giovanni Paolo II e dalle relazioni che si erano instaurate tra il pontefice e Fidel Castro. Queste relazioni tra la Santa Sede ed il Governo cubano sono state garantite nell’ultimo periodo in particolare dall’Arcivescovo dell’Habana Ortega.

L’influente comunità ebraica a Cuba, invece, lamentava la difficoltà di comunicazione con le altre comunità legate alle forti restrizioni all’uso di internet presenti sull’isola. Le comunità ebraiche americane avrebbero fatto pressione su Obama per ottenere una liberalizzazione dell’utilizzo delle reti informatiche anche a costo di rinunciare all’embargo.

La mediazione di Papa Francesco sembra che sia stata determinante in questa trattativa che ha portato, tra l’altro, alla liberazione di alcuni prigionieri politici sia da parte americana che da parte cubana. Alla fine si è arrivati alla fine di un embargo che durava da oltre 50 anni.

Nel breve periodo il governo di Raul Castro ha promesso la diffusione di accesso ad internet da parte della popolazione e ad una intensificazione delle relazioni e degli scambi turistici con gli USA. Presto dovrebbe essere aperta anche l’ambasciata americana a l’Habana, sebbene sia presente da anni un edificio chiamato l‘Ufficio degli interessi americani (che funge un ruolo simile).

Questo miglioramento delle relazioni tra i due paesi non è stato accettato di buon grado dalle comunità cubane americane, che sono acerrime nemiche del governo cubano, anzi è stato interpretato come un cedimento. Anche una parte dei repubblicani ha mostrato diffidenza e si è ripromessa di contrastare questi accordi a livello del Congresso, dove ora i repubblicani hanno una maggioranza schiacciante.

L’evoluzione che prenderanno le cose è difficile da prevedere.

Sicuramente l’apertura ad internet determinerà nelle nuove generazioni una maggiore voglia di occidentalizzarsi e di conformarsi ai gusti e tendenze dei loro coetanei americani. Anche la facilità di comunicazione con gli amici e parenti in Florida determinerà le condizioni per una occidentalizzazione dell’isola. Questo nel medio termine pone le condizioni per profonde mutazioni sociali e politiche. D’altronde una uscita immediata e drastica dal sistema socialista porterebbe a gravi disordini e a gravi difficoltà economiche per una parte della popolazione. Credo che l’intenzione sia di un graduale ammorbidimento della repressione delle varie forme di dissidenza per arrivare ad una più piena democrazia.

A Cuba il turismo continua ad essere la prevalente voce di entrate, mentre alcuni problemi vengono dalla riduzione degli aiuti (in denaro e petrolio) provenienti dal Venezuela. La possibilità di tornare ad esportare i sigari cubani ed il Rum negli USA, potrebbe contribuire a riequilibrare la situazione.

In questo momento a Cuba è possibile acquistare e fare buoni investimenti, ma con l’apertura agli USA è anche possibile che quando i tempi saranno maturi, i tribunali internazionali riassegnino le proprietà immobiliari cubane ai proprietari ante rivoluzione o ai loro discendenti. Questa incertezza in prospettiva sulla determinazione delle proprietà, rende rischioso un investimento in tal senso.

 

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Dott. Giovanni Bertoldi

Consulente Diplomatico Veneto

Per la Repubblica di Cuba